È Natale
e il mondo sanguina piano,
a bassa voce,
morendo urlando.
Riporta pace in Europa,
dove la guerra ha rimesso radici
e chiama difesa
la paura.
Riporta pace in Medio Oriente,
terra di nascita e di croci,
dove ogni giorno
è già un dopo.
Riporta pace in Africa,
dove la guerra non ha eco,
dove si muore due volte:
prima nel corpo,
poi nel silenzio.
Dio,
non distrarti.
Non chiediamo miracoli,
solo mani che si fermino,
armi che tacciano,
uomini che ricordino di esserlo.
Se però la pace tarda,
insegnaci almeno
a non voltarci dall’altra parte.
Auguri
Fabio Bristot – Rufus





