Ho provato a posare
una lacrima sopra all’altra,
come se potessi ricomporle
in un solo, unico dolore.
Allinearle.
Asciugarle.
Dimenticarle.
Le ho toccate piano,
una ad una,
con le dita tremanti
di chi tenta di rammendare
il cielo strappato
coi i fili del tempo.
Ma sono tornate.
E non più acqua:
ma minute cicatrici
che straziano ora
la pelle del cuore,
e mappa silenziosa
dei giorni in cui ho taciuto,
disegno fragile
del mio resistere.
Fabio Bristot – Rufus





