• Chi Sono
  • Curriculum
  • Trasparenza
Contattami
Fabio Bristot Rufus
  • Belluno e dintorni
  • Veneto Italia
  • Riflessioni
  • Montagna
  • Aforismi
  • Poesie
  • Video
  • Foto
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Fabio Bristot Rufus
  • Belluno e dintorni
  • Veneto Italia
  • Riflessioni
  • Montagna
  • Aforismi
  • Poesie
  • Video
  • Foto
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Fabio Bristot Rufus

UN INTERVENTO TECNICAMENTE COMPLESSO IN BOSCONERO. QUANDO I TELEFONI NON C’ERANO

2 Febbraio 2026
in Montagna
Tempo di lettura: 4 minuti
0
Home Montagna
Condividi su FacebookCondividi su WhatsAppCondividi su LinkedInInvia per EmailCondividi su Twitter

Il pomeriggio del 29 luglio 1979, attorno alle 17.50, il Capo Stazione del Soccorso Alpino di Belluno, Gianni Gianeselli, riceve una telefonata dalla Stazione del Soccorso Alpino della Val di Zoldo che richiede l’immediato supporto di alcuni Volontari della Stazione di Belluno, vista l’accentuata difficoltà che andava profilandosi per l’effettuazione di un recupero di un ferito grave e l’estrema necessità di avere un gran numero di uomini a disposizione.

Alle 22.30 in punto, una prima squadra composta da 8 volontari, partita immediatamente da Belluno con propri mezzi, raggiungeva il Bivacco Bosconero. Altri, già alle prime luci dell’alba, si sarebbero portati successivamente in zona per coadiuvare le operazioni che si protrarranno, alla fine, per una giornata intera, una durissima giornata di complesse operazioni.

Nel primo pomeriggio della stessa giornata, sulla Via Navasa alla Rocchetta Alta del Bosconero (750 metri dal V al VI+ e A0), l’alpinista Helmut Grimm, in cordata con Hans Weninger ed il più noto Richard Goedeke, a causa di un volo da capocordata, aveva riportato un grave trauma cranico ed altre lesioni importanti al tronco ed agli arti inferiori. Come dichiarato, infatti, al cronista de “Il Gazzettino” il 31 luglio dallo stesso Goedeke: “Grimm che procedeva con grande abilità e speditezza, era volato proprio in uno dei punti più facili della via, cadendo per una quindicina di metri e battendo violentemente sulla roccia (…). Apparse immediatamente preoccupanti le sue condizioni, avevamo lanciato segnali di soccorso, ma questi furono raccolti solo qualche ora più tardi da alcuni escursionisti”.

Una situazione, dunque, drammatica che, anche a causa del ritardo con cui era stato raccolto l’SOS degli alpinisti, rischiava di diventare tragica come poche, sia per la gravità delle condizioni cliniche, sia per la posizione dell’alpinista che si trovava appeso pressoché a metà parete, in una zona strapiombante, molto complessa da raggiungere da un punto di vista tecnico.

Congiuntamente le squadre del Soccorso Alpino della Val di Zoldo e di Belluno, nella concreta impossibilità di operare con l’oscurità che non avrebbe neppure permesso di individuare le linee di calata migliori, pianificarono in dettaglio le modalità di recupero per l’indomani, considerato che gli alpinisti si trovavano vicino ad un terrazzino, posto però a oltre 350 metri dalla base della parete.

Dopo aver bivaccato all’aperto, nei pressi della parete, iniziarono le opere per apprestare una piazzola per l’atterraggio dell’elicottero che era stato richiesto al IV Corpo d’Armata di Bolzano per coadiuvare le operazioni di soccorso e garantire maggiore velocità nelle operazioni.

Alle 06.25 del mattino seguente, l’AB 205 aveva già scaricato sulla vetta della Rocchetta una prima parte dei soccorritori ed il materiale di squadra necessario all’intervento. Questo gruppo si calava per oltre 150 metri, pervenendo ad una cengia posta esattamente sulla verticale degli alpinisti. Da qui, una volta predisposto l’ancoraggio per l’argano “Pomagalski”, veniva calato un soccorritore dotato di barella e di zainetto medico in modo da permettere una prima medicalizzazione del ferito.

Una calata spaventosa, in alcuni punti nettamente strapiombante, che solo dopo 220 metri permise di raggiungere l’alpinista ferito, di imbarellarlo e permettere così il lento recupero da parte delle squadre che operavano in alto.

Solo questa parte dell’operazione durò all’incirca 5 ore, minuti interminabili, passati solo grazie alla perizia e alla pazienza dei soccorritori, che iniziarono ad intravedere la possibilità di portare a compimento il soccorso, solo quando la barella con l’infortunato apparve sull’ultimo camino che conduceva alla cengia sommitale.

Qui, un’altra squadra calatasi dalla cima, era già pronta per continuare le manovre. Un’altra calata tecnicamente impegnativa con la quale il ferito venne calato per interminabili 570 metri lungo la parete nord-est della Rocchetta, sino alla base della parete stessa. Quindi, un’ulteriore squadra lo portava nei pressi della piazzola, da dove, velocemente imbarcato, fu elitrasportato all’Ospedale Civile di Belluno alle ore 18.00 esatte del 30 luglio 1979.

Nel frattempo gli altri soccorritori provvedevano a recuperare per mezzo dell’argano ricollocato sulla cima Goedeke e Weninger, provati dall’esperienza passata e dalla fatica di due giornate in parete.

Alle 20.10 dello stesso giorno, i 28 volontari della Stazione di Belluno e della Val di Zoldo raggiungevano Pontesei stremati, ma distesi nello spirito, perché certi di aver svolto con grande sinergia operativa una manovra davvero impegnativa, come riportato dallo stesso Goedeke che, sempre sulle pagine de “Il Gazzettino”, ebbe modo di dire: “di non essersi mai trovato prima d’ora in simili frangenti, ma di essere ben esperto nelle più sofisticate tecniche di soccorso e pertanto in grado di giudicare l’operazione del Soccorso Alpino come particolarmente difficile ed ardita”. Continua poi affermando che: “non aveva mai dubitato della generosità e del calore dei colleghi italiani, quello però che mi ha maggiormente impressionato è stato l’elevato livello di efficienza, il perfetto coordinamento delle manovre e l’affiatamento tra i componenti delle squadre”.

Questo giudizio lusinghiero non era ascrivibile di certo alla casualità, ma al frutto della preparazione tecnica del personale impiegato, oltre che dell’ottimo rapporto di collaborazione ed amicizia esistente tra le due Stazioni di Belluno e della Val di Zoldo.

All’intervento parteciparono i Volontari della Stazione di Belluno di seguito elencati: Gianni Gianeselli, Adelino Brun, Soro Dorotei, Enrico Foggiato, Gianpaolo Fontana, Marino Casagrande, Giorgio Giacchetti, Angelo De Bona, Marino Guardiano, Gino Lotto, Franco Pocchiesa, Giovanni Sitta, Ermes Viel e Piero Sommavilla.

Fabio Bristot – Rufus

Forse ti interessa anche

IL SILENZIO DI FORCELLA GRAVA – LA TRAGEDIA DEL GIUGNO ’96
Belluno e dintorni

IL SILENZIO DI FORCELLA GRAVA – LA TRAGEDIA DEL GIUGNO ’96

23 Dicembre 2025
IDIOTI, SIAMO DEGLI IDIOTI
Aforismi

IDIOTI, SIAMO DEGLI IDIOTI

25 Novembre 2025
MIO NONNO
Belluno e dintorni

MIO NONNO

10 Gennaio 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scaie de Cor Scaie de Cor Scaie de Cor

Consigliati

Trasparenza

PATAGONIA… AMORE E SUDORE… 34 ANNI FA

27 Giugno 2017
INCIDENTE_AUTO

LETTERA APERTA AI “POSTATORI” SERIALI DI INCIDENTI STRADALI

18 Ottobre 2023

I più letti

  • MONTE VISENTIN DRAMMATICO. UNA STORIA LONTANA, MA ANCORA PRESENTE NELLA MEMORIA DEL CUORE

    1703 condivisioni
    Condividi 681 Tweet 426
  • VAJONT: LA FERRATA DELLA MEMORIA, LA NASCITA DI UN’IDEA

    622 condivisioni
    Condividi 249 Tweet 156
  • UN GANCIO PROVENIENTE DAL CIELO: IL PRIMO GANCIO BARICENTRICO EFFETTUATO IN DOLOMITI

    510 condivisioni
    Condividi 204 Tweet 128
  • FALCO I-REMS (Tutti i diritti riservati)

    443 condivisioni
    Condividi 177 Tweet 111
  • IL SILENZIO DI FORCELLA GRAVA – LA TRAGEDIA DEL GIUGNO ’96

    430 condivisioni
    Condividi 172 Tweet 108
Scaie de Cor Scaie de Cor Scaie de Cor

Visite uniche

web counter

Chi sono

Fabio Bristot Rufus, Belluno 1968, Dolomiti e Venezia, Soccorso Alpino. Idee e pensieri. Politica.

Contatti

fabio.bristot@gmail.com
fabio.bristot@legalmail.it

T: +39 347 6464646

© 2023 Fabio Bristot - Tutti i diritti riservati | Dev: MarcoResenterra.

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Belluno e dintorni
  • Veneto Italia
  • Riflessioni
  • Montagna
  • Aforismi
  • Poesie
  • Video
  • Foto
CHI SONO
CURRICULUM
TRASPARENZA
Contattami

© 2023 Fabio Bristot - Tutti i diritti riservati | Dev: MarcoResenterra.

Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Gestisci opzioni Gestisci servizi Manage {vendor_count} vendors Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
{title} {title} {title}