Ci sono posti opprimenti che amplificano il tuo disagio, provocando magari anche una bava di tristezza che scalfisce il sorriso che da tempo fatica a dischiudersi. Altri luoghi, invece, dilatano il cuore. Aprono l’orizzonte, alterano il tempo, dilatando l’animo sino a rasserenarlo.
Uno di questi luoghi in cui sono andato decine di volte si trova a Salet (46°11’2.05″N 12° 6’49.21″E), località vicino a San Gottardo (Sospirolo – Belluno), un pugno di case alle pendici dello Spiz di Vedana, con delle belle radure a contorno.
Quando transiti in quella zona sembra di entrare in una vecchia pellicola western con i tratti e gli elementi inconfondibili però delle nostre montagne. Senti la lentezza del paesaggio, la calma che scorre assieme al torrente a lato del cammino, assapori con il cuore fotogrammi speciali che variano ad ogni tuo passo come la prospettiva.
Il percorso si snoda con gioiosa indolenza lungo alcune zone prative che sconfinano verso lo sfondo, dove si staglia il monte Coro: con la sua forma caratteristica, sembra abbracciare tutta la valle seminata qua e là anche di vari recinti di cavalli, ora pieni ora vuoti, secondo necessità.
Costeggi poi un’ampia prateria che, da metà primavera ad inizio estate, è lussureggiante come uno smeraldo appena sgrezzato. Varia, invece, nel periodo autunnale nelle tonalità del giallo tenue, screziato dal verde pastello che ancora non si arrende ai primi rigori della stagione.
Più in alto, si riescono a cogliere le varie sfumature di grigio delle paretine presenti nelle articolate pendici rocciose dei Monti del Sole. Queste si alternano alle balze boscate di un bel verde che, là, assume le tinte del pistacchio e che terminano nel cielo alto e profondo.
Camminando lungo tutto il percorso sei sempre avvolto in una miscela di odori dell’erba che macera quando è appena tagliata, quello dell’acqua stagnante che contrasta con il profumo di quella che scorre invece impetuosa sul letto di ghiaia del torrente. Poi avverti, appena ti sposti più addentro, l’effluvio che sale dal sottobosco e quello selvatico degli animali di passaggio che, alla sera tarda, scendono ad abbeverarsi delle acque abbondanti e fresche del Cordevole.
Ti fermi all’improvviso. Ammiri due giovani puledrini di poche settimane che stanno giocando a lato della femmina che ha dato loro la vita: risaltano giocosi nella bellezza del dipinto, senza sapere di essere diventati ignari attori dell’odierno film.
E’ tutto così bello che tornare alla vita che consuma i giorni diventa gioco forza un contrasto insanabile. Ma tanto per oggi ti basta, perché Salet è il bello, bello che hai attorno e, per qualche istante, nel cuore.
Fabio Bristot – Rufus





