Se entri in un rifugio sii sempre consapevole che tutto ciò che andrai a bere o mangiare viene trasportato con difficoltà in quota, quasi sempre in teleferica e dopo che qualcuno lo ha caricato e scaricato, spostato e rispostato più volte.
Se entri in un rifugio sii sempre consapevole che tutto ciò che sporchi viene lavato con l’acqua proveniente delle aree circostanti, una risorsa molto preziosa in quota che non può essere sprecata solo perché non hai ritenuto di pulire gli scarponi ricolmi fango prima di entrare… “tanto dopo qualcuno pulisce, dove è il problema?!”
Se ti siedi sulle panche e all’esterno ti è stato consigliato con un cortese invito affisso alla porta di lasciare fuori lo zaino, evita di appoggiarlo al tuo fianco occupando altri posti all’interno e proferendo il più classico dei… “non vorrete mica che lo lasci là fuori, eh?!”
Se dopo qualche istante che ti sei rilassato al tavolo, inizi a chiedere… “come mai non sia stato portato ancora alcun stuzzichino” e per questo ti indigni apostrofando la cameriera in malo modo, ricorda sempre che non sei a casa tua, né al tuo ristorante preferito, sei in montagna in un rifugio alpino.
Se il menù ti offre una scelta già piuttosto varia per essere un rifugio d’alta quota, non chiedere con insistenza… “risotto allo zafferano”, se vi sono già sei primi in elenco e puoi anche approfittare di due prelibatezze fuori menù che ti sono state appena proposte.
Quando passi ai secondi piatti, non chiedere con insistenza fastidiosa… “branzino al cartoccio” (di per sé anomalo per le cime dolomitiche), né se ci sono per caso… “fritture di pesce” (altrettanto anomalo per le stesse ragioni). Accontentati delle otto proposte che ti vengono garantite o dei piatti di affettati e formaggi misti di notevole qualità e quantità che ti sono stati segnalati come prodotti locali.
Se vuoi bere qualcosa che vada oltre l’acqua comune o alcune ottime birre, una lager, due ottime pils, non insistere in modo fastodioso con… “la carta dei vini contiene solo quattro tipi di rosso e due di bianco, ma come si fa??!!”
Terminati i tuoi pasti principali, se vuoi il dolce e ti viene offerta una scelta già di per sé ricca, tra la crostata di mele, il tiramisù, la sacher e lo strudel, tutti dolci fatti rigorosamente in casa, non chiedere in tono sarcastico e sprezzante… “il gelato con i frutti di bosco appena colti.”
Se infine, dopo aver bevuto il caffè (nda: qua per una volta non hai spaccato la minchia), vuoi digerire gustando una grappa aromatica o una prima uve di ottima cantina e, al riguardo, ti elencano dodici diverse tipologie di grappe e anche, in aggiunta, quattro amari, non chiedere irritato… “il whisky torbato con almeno 18 anni di stagionatura in botti di rovere”.
Per ultimo, quando stai pagando alla cassa il tuo conto, evita di chiedere lo sconto e fare i capricci con i gomiti quasi avvitati al banco, gridando che… “non sapevo che ci fossero due euro di coperto.”
* Uscendo, mi raccomando, attieniti alla solita tua educazione: non fare neppure un cenno di saluto, proferendo magari un grazie per la cordialità che tutta la squadra del rifugio ha saputo esprimerti per far sentire te e la tua famiglia a tuo completo agio, offrendoti un servizio di qualità notevole.
* La montagna e il gestore del rifugio non hanno tempo da perdere, ma spesso sono costretti a farlo con soggetti come te, autentici taccagni esistenziali.
* Ecco, il taccagno esistenziale è quella persona incontentabile, di un’esigenza manierata, spesso narcisista che si aggira in modo compulsivo per le montagne più belle del mondo, conservando lo scontrino del rifugio e non già le immagini nel cuore del Pelmo, della Civetta, delle Tofane, delle Marmarole, delle Tre Come, dei Cadini di Misurina, della Marmolada, delle Pale di San Sebastiano, della Schiara, …
Fabio Bristot – Rufus