OGGETTO: Interrogazione a risposta scritta e orale sulla grave situazione di Vignole e sulle mancate risposte ufficiali del Comune di Belluno. Ai cittadini che scrivono con PEC si risponda in modo formale come attiene ad una Pubblica Amministrazione e non con i consueti proclami sui social.
Come è ormai noto da almeno un quinquennio la fraz. di Vignole in concomitanza ad eventi meteo significativi, non rari soprattutto nel periodo primaverile ed estivo, si trova ad affrontare una serie di emergenze legate al fatto che l’acqua di scolo e di percolazione dai pendii posti ad est, oltre che dal sedime stradale e da altre superfici asfaltate si convoglia nella zona sottostante dove, l’attuale sistema di opere idrauliche non riesce a garantire un normale deflusso delle acque meteoriche.
In modo del tutto particolare, un condominio con diverse unità abitative ha subito nel medio periodo già notevoli danni, condizione che ha comportato l’investito di risorse ingenti per il ripristino dello status quo ante e per cercare di fronteggiare la situazione testè descritta che, in alcune occasioni, è stata addirittura fronteggiata dai VV.F. Inoltre, altri residenti in zona lamentano disagi dovuti all’anormale deflusso delle acque nelle proprie pertinenze e proprietà.
Va poi rimarcato in questa sede che un’ulteriore lottizzazione posta poco più a est contribuirà ad aumentare lo scarico di acque meteoriche verso le zone predette, aumentando esponenzialmente il disagio dei cittadini e, crediamo, anche i costi da sostenere.
Vale poi richiamare il fatto che è stato lo stesso Comune di Belluno ha rilasciare concessioni edilizie in modo quantomeno superficiale, stante le caratteristiche geomorfologiche della zona, note ab origine come area interessata da acque stagnanti.
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Appurato che, all’atto dei primi, marcati disagi i cittadini della zona e, ovviamente, i residenti nel condominio interessato, si sono mossi in modo informale e formale per cercare di risolvere la situazione di criticità, ma senza che vi sia stata alcuna risposta di carattere politico ed ammnistrativo che evidenziasse la volontà di risolvere il problema;
Verificato che sullo stesso problema venivano quindi trasmesse, più recentemente, a settembre 2018 e a maggio 2019 due comunicazioni a mezzo PEC, con le quali si evidenziava il perdurare del grave disagio e il fatto che non fossero state intraprese con atti formali iniziative di sorta;
Stigmatizzato il fatto che, diversamente da prassi istituzionale corretta che vorrebbe che ai cittadini e/o ai loro rappresentanti, tanto più dopo oltre 10 mesi dall’invio della prima PEC, si rispondesse sempre in modo formale, l’utilizzo dei social appare modo alquanto grossolano per rispondere;
Preso atto dei sopralluoghi effettuati dagli scriventi e l’assunzione di informazioni prese direttamente dagli stessi residenti in zona e, in particolare, da quanti hanno subito i danni sopra evidenziati;
Rimarcata la consueta modalità con la quale vengono annunciati fatti che non esistono in realtà, ovvero fatti che non sono supportati da atti amministrativi;
Vista l’ennesima dichiarazione di Giannone che ha asserito che il progetto di Vignole “è uno dei progetti più impegnativi a cui mi sto dedicando”… (non immaginiamo pensare cosa possa essere tutto il resto delle progettazioni… e che “nel più breve tempo possibile si arriverà ad un progetto, conto di averlo per la fine dell’estate o al massimo l’inizio dell’autunno” e che “fatto il progetto ci impegneremo a trovare i soldi”
TUTTO CIO’ PREMESSO
Si chiede di conoscere:
– – come mai ci sia stata questa inerzia colposa e non si sia soprattutto ritenuto di rispondere in modo formale agli abitanti di Vignole;
– – quali altri enti pubblici siano stati eventualmente interessati al problema e se allo scopo di finanziare il progetto siano state prodotte domande specifiche di contributo;
– – in base a quale atto amministrativo e/o tecnico l’Assessore Biagio Giannone abbia potuto dire che il progetto sarà pronto entro fine estate (mancano due mesi…!!);
– – se sia stata pianificata una sorta di conferenza dei servizi con tutti i soggetti interessati al fine di verificare la posizione dei privati che insistono nelle predette aree, ovvero se siano già stati sentiti tutti i soggetti interessati alla realizzazione della nuova regimentazione delle acque.
Si richiede, altresì, di ottenere:
– – eventuali atti dell’Unione Montana sino ad ora prodotti su quanto sopra esposto;
– – il preciso cronoprogramma amministrativo e tecnico/esecutivo dell’opera.
Belluno, 23 luglio 2019 F. Bristot
E. Dal Farra
F. Roccon