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	<title>Riflessioni &#8211; Fabio Bristot</title>
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	<title>Riflessioni &#8211; Fabio Bristot</title>
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		<title>L&#8217;UOMO, IL CANE E VIA FELTRE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 07:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Belluno e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo vedo attraversare la strada con il suo cane ogni giorno, prima da un lato, poi dall&#8217;altro, due ombre leggere cucite dallo stesso passo incerto.Camminano come se il tempo non fosse più una fretta, ma una memoria da custodire. In quell’andatura lenta colgo una dignità che nessuno applaude e nessuno, però, neanche saluta.Mi sorprendo a [&#8230;]]]></description>
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<p>Lo vedo attraversare la strada con il suo cane ogni giorno, prima da un lato, poi dall&#8217;altro, due ombre leggere cucite dallo stesso passo incerto.<br>Camminano come se il tempo non fosse più una fretta, ma una memoria da custodire. In quell’andatura lenta colgo una dignità che nessuno applaude e nessuno, però, neanche saluta.<br>Mi sorprendo a seguirlo con lo sguardo ogni volta, come se cercassi una risposta ai miei quesiti che non so formulare apertamente. Lo guardo negli occhi, non per vezzo banale, ma per conoscere.<br>I suoi occhi sono laghi quieti, velati di lacrime trattenute.<br>Non piange, ma qualcosa in lui ha imparato a farlo in silenzio o, almeno, questo io colgo quando indago quello sguardo.<br>Il cane è la sua forza, la sua ultima possibilità per sentirsi e non recedere all&#8217;indifferenza. Lo guarda spesso fermandosi, lo accarezza e in questi gesti colgo un rapporto senza il quale quella persona sarebbe altro. Forse non sarebbe affatto.<br>Penso allora che dovremmo imparare a guidare negli occhi delle persone, non per curiosità, ma per rispetto.<br>Perché negli occhi si annidano le stanze chiuse, le assenze mai nominate, le carezze date al buio per non sentire il freddo.<br>Guardare davvero qualcuno ritengo sia un atto di coraggio lento, perché comporta avere tempo.<br>È accettare che ogni sguardo sia una storia che cammina accanto a noi, talvolta anche senza il cane.<br>E che, a volte, basta incrociarlo per non farla sentire sola.</p>



<p>Fabio Bristot &#8211; Rufus</p>
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		<title>PRESEPE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 11:20:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Ho voluto mettere uno zainoa ogni figura del presepecon dentro quello che “non hanno”.Lo ho messo anche a noi.A me prima di tutto. Giuseppeavrebbe dovuto parlare di lavoro,di dignità, di salario giusto e di sicurezza,di fatica che non basta maiHa stretto i dentie ha rimandato il suo dire.Non ho ben capito perché. Mariaavrebbe potuto fermarsi,dire [&#8230;]]]></description>
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<p>Ho voluto mettere uno zaino<br>a ogni figura del presepe<br>con dentro quello che “non hanno”.<br>Lo ho messo anche a noi.<br>A me prima di tutto.</p>



<p>Giuseppe<br>avrebbe dovuto parlare di lavoro,<br>di dignità, di salario giusto e di sicurezza,<br>di fatica che non basta mai<br>Ha stretto i denti<br>e ha rimandato il suo dire.<br>Non ho ben capito perché.</p>



<p>Maria<br>avrebbe potuto fermarsi,<br>dire basta all’Angelo, chiedere perché.<br>Ha continuato a sacrificarsi<br>come fosse normale farlo,<br>abbassando la testa,<br>diventare donna per sempre.</p>



<p>Il Bambino<br>avrebbe avuto diritto<br>ad un suo futuro.<br>Gli abbiamo messo addosso<br>le nostre attese e paure,<br>frustrazioni ed aspettative<br>prima ancora di guardarlo,<br>cullarlo e farlo crescere come un bimbo.<br>Non ha colpe. Noi si.</p>



<p>I pastori<br>avrebbero potuto dubitare<br>maggiormente del senso comune,<br>restare un po’ di più,<br>aspettando con la ragione<br>e senza andarsene vantando semplicità.</p>



<p>I Re Magi<br>avrebbero potuto usare<br>la sapienza per indirizzare meglio tutti noi.<br>Sono arrivati tardi, con decisioni già prese, portando doni inadatti per un bimbo,<br>dimenticando il trenino di legno e le caramelle.</p>



<p>L’angelo<br>avrebbe potuto mettere in crisi<br>la verità, dando certezze semplici alle genti.<br>Ha invece annunciato il dogma<br>e se n’è andato senza salutare.</p>



<p>La stella<br>avrebbe dovuto indicarci la via,<br>ostinatamente.<br>Ha brillato e basta,<br>lasciandoci scegliere e sbagliare.</p>



<p><br>E noi,<br>che guardiamo il presepe,<br>avremmo potuto<br>forse fare qualcosa di diverso.<br>Decisamente diverso.<br>Allora dimmi, Gesù,<br>sei nato davvero?<br>o siamo noi<br>che continuiamo<br>a passare oltre,<br>con indifferenza e senza capire?</p>



<p>Fabio Bristot &#8211; Rufus</p>
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		<title>MAESTRINE! E ANCHE ANTIPATICHE</title>
		<link>https://fabiobristotrufus.it/2025/12/04/maestrine-anche-antipatiche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 14:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica con la "P"]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Ormai quando sento parlare Francesca Albanese ho un déjà-vu automatico: penso immediatamente alla versione 2.0 di Laura Boldrini. Stesso copione, stesso tono, stessa morale finale. Si parte sempre da principi anche condivisibili, anzi che condivido – diritti, rispetto, inclusione – e mi dico: “Ok, ci sto. Brava”.Poi, però, parte il sermone, lo sproloquio verbale, la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ormai quando sento parlare Francesca Albanese ho un déjà-vu automatico: penso immediatamente alla versione 2.0 di Laura Boldrini. Stesso copione, stesso tono, stessa morale finale. <br>Si parte sempre da principi anche condivisibili, anzi che condivido – diritti, rispetto, inclusione – e mi dico: <em>“Ok, ci sto. Brava”</em>.<br>Poi, però, parte il sermone, lo sproloquio verbale, la predica non richiesta… e in tre frasi verbose, a tratti oracolari, ti viene voglia di cambiare canale.<br>Il problema, quindi, non è cosa dicono. È come lo dicono: dal pulpito (ex chatedra…), col dito alzato, dando per scontato che tu sia sempre quello che deve “imparare”. Una maestrina, insomma.<br>Il risultato?<br>Le buone idee finiscono affogate nel tono da catechismo laico. E invece di comunicare, evocare, convincere magari anche… stancano e stufano.<br>Amen. </p>



<p>Scusate la consueta franchezza.</p>



<p>Fabio Bristot &#8211; Rufus</p>
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		<title>IDIOTI, SIAMO DEGLI IDIOTI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 13:32:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Belluno e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica con la "P"]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Un 35,29% di votanti nella provincia di Belluno non è un dato: è una condanna a morte politica. E&#8217; la condanna.Quando metà di un territorio rinuncia a votare, quel territorio rinuncia anche alla propria voce. E in un’area montana fragile come la nostra, con alcuni innegabili servizi assenti o depotenziati rispetto al passato (elisoccorso notturno [&#8230;]]]></description>
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<p>Un 35,29% di votanti nella provincia di Belluno non è un dato: è una condanna a morte politica. E&#8217; la condanna.<br>Quando metà di un territorio rinuncia a votare, quel territorio rinuncia anche alla propria voce. E in un’area montana fragile come la nostra, con alcuni innegabili servizi assenti o depotenziati rispetto al passato (elisoccorso notturno ancora promesso nel 2019 e mai attivato solo per fare un esempio) e un tasso di invecchiamento pauroso, … allora l’astensione diventa il colpo di grazia.<br>Chi governa potrà dire che “gli elettori hanno scelto”. Ma la verità è che ha scelto una minoranza, mentre la maggioranza si è arresa.<br>E la politica – quella che ama riempirsi la bocca con “la montagna non sarà lasciata indietro” – userà proprio questa resa come alibi perfetto.<br>No, non va bene così.<br>Non è normale che la provincia più fragile del Veneto sia anche la meno rappresentata.<br>Non è normale che chi vive qui debba accettare di contare la metà perché vota la metà.<br>Non è normale che il silenzio diventi un lasciapassare per altri anni di nostre lamentele e promesse dall’altra, tagli, centralizzazioni e servizi sempre più lontani dalle terre alte.<br>Con il 35,29% di affluenza, Belluno non manda un messaggio ai politici. Firma la propria irrilevanza. E l’irrilevanza, oggi, è la vera condanna a morte della montagna.</p>



<p>Fabio Bristot &#8211; Rufus</p>
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		<title>MARIA (nome di fantasia)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 13:54:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Belluno e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è una signora di 89 anni, in un piccolo ma ridente paesino del bellunese, che ogni giorno mi lascia un commento sotto le foto dei fiori o dei monti che pubblico su Facebook o, magari, su qualcos’altro di piacevole che trova nel corso della giornata. Sempre con simpatia, sempre con un pizzico di ironia elegante. [&#8230;]]]></description>
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<h1 class="wp-block-heading">C’è una signora di 89 anni, in un piccolo ma ridente paesino del bellunese, che ogni giorno mi lascia un commento sotto le foto dei fiori o dei monti che pubblico su Facebook o, magari, su qualcos’altro di piacevole che trova nel corso della giornata. Sempre con simpatia, sempre con un pizzico di ironia elegante. Saluta con garbo, come si faceva una volta. Non manca giorno in cui non ci sia con il suo modo gentile.<br>Qualche tempo fa l’ho incontrata per caso e le ho chiesto come mai questa sua abitudine, questo suo rapporto così fedele con i social.<br>Lei mi ha guardato con un mezzo sorriso e, con una sincerità disarmante, mi ha detto: “Stare su Facebook mi tiene viva… anche perché, alla mia età, ormai ho più amici nel telefono che attorno a casa.<br>In quella frase per me c’era tutto: la sua lotta serena contro la solitudine, il suo modo ironico e disincantato di stare al mondo, la sua scelta ostinata di restare viva dentro e davvero.<br>E da allora, ogni suo commento è diventato per me un promemoria di umanità: la vecchiaia può essere una montagna ripida, certo, ma si può ancora salire con leggerezza… magari appoggiandosi a un fiore, a un monte o a un semplice messaggio su Facebook.</h1>



<pre class="wp-block-preformatted">Fabio Bristot - Rufus

</pre>
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		<title>MIO NONNO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 11:20:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Belluno e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Mio papà, negli ultimi suoi giorni, aggrappato come mai ai ricordi, si soffermava spesso a raccontarmi scampoli di vita di mio nonno Angelo.Lo faceva con calma, come si fa con le cose che contano. Lo faceva con dolcezza come era giusto che fosse dovendola attribuire ad un ricordo famigliare.La cosa più strabiliante era il fatto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Mio papà, negli ultimi suoi giorni, aggrappato come mai ai ricordi, si soffermava spesso a raccontarmi scampoli di vita di mio nonno Angelo.<br>Lo faceva con calma, come si fa con le cose che contano. Lo faceva con dolcezza come era giusto che fosse dovendola attribuire ad un ricordo famigliare.<br>La cosa più strabiliante era il fatto che avesse negli occhi &#8211; quando lo ricordava &#8211; una luce antica e nelle parole l’odore della terra.</p>



<p><br>“Coltivava e raccoglieva &#8211; con le mani, con la schiena, con la sua stessa vita &#8211; tutta una serie di prodotti della terra. Nella stagione buona poteva raccogliere anche quattro o cinque quintali di piselli, una cifra variabile che andava dai centottanta ai duecento quintali di patate, novanta o cento di mele e qualche altro centinaio di chili di fagioli.<br>Faceva fieno sul Monte Serva, dove la terra è dura e l’aria sapeva solo di silenzio e sudore.<br>Là ogni lenzuolo pieno di fieno portato a valle era un respiro e pezzo di fiato per andare avanti nella vita.<br>Tuo nonno sapeva potare e incalmare le piante con straordinaria abilità, le trattava come persone: le capiva, le ascoltava, le curava sino a gemmazione avvenuta.<br>Tuo nonno è stato provato dal dolore estremo con quattro figli persi: un colpo al cuore che nessun uomo dovrebbe reggere.<br>Eppure si alzava ogni mattina all’alba, perché la terra non aspettava, perché la vita, anche se ferita, andava seminata di nuovo.<br>Tuo è stato Assessore all’agricoltura del Comune di Belluno, non per ambizione, ma per servizio.<br>Perché sapeva che quella terra — dura, severa, bellissima — era di tutti, e che andava rispettata come una madre.<br>Era buono, generoso, un poco anche ostinato.<br>Di quella bontà che non chiedeva applausi, ma che si misurava in calli, non in parole.<br>La sua eredità? Un insegnamento inciso nella pelle: la dignità non si eredita, si conquista, zolla dopo zolla, forcata dopo forcata….”<br></p>



<p>Ecco, mi commuovo a ricordarlo, ma mi sento anche orgoglioso.</p>



<p>Fabio Bristot &#8211; Rufus</p>
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		<title>IL CARRO DEI VINCITORI, ALVAREZ E… (dove si sale e scende con una velocità strabiliante perché siamo in Italia)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 08:39:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[L’altro ieri Jannik Sinner era di nuovo “finito”.Spodestato dal numero uno del ranking, discusso per le tasse pagate a Montecarlo — con Bruno Vespa, puntuale come sempre, a colpire strisciando e a dimenticare centinaia di altri nomi illustri — e criticato da Nicola Pietrangeli per la mancata partecipazione alle fasi finali di Coppa Davis.Nel giro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’altro ieri Jannik Sinner era di nuovo “finito”.<br>Spodestato dal numero uno del ranking, discusso per le tasse pagate a Montecarlo — con Bruno Vespa, puntuale come sempre, a colpire strisciando e a dimenticare centinaia di altri nomi illustri — e criticato da Nicola Pietrangeli per la mancata partecipazione alle fasi finali di Coppa Davis.<br>Nel giro di ventiquattr’ore, il “popolino” mediatico, quello che misura il valore umano e sportivo di un atleta in base alla diretta TV o all’hashtag del giorno, ha iniziato a scendere dal solito carro dei vincitori e dal suo, in particolare.<br>“Non è più quello di una volta”, “si è montato la testa”, “non ama l’Italia” — frasi trite, già pronte all&#8217;uso, bastava aprire il solito cassetto, come sempre del resto.<br>Poi, puntuale come il riflesso condizionato di un pubblico senza memoria, Jannik torna oggi numero uno.<br>E gli stessi che lo davano per finito sino al primo pomeriggio, ora risalgono in fretta sul suo carro, con le loro scalette e le loro scuse non dette, pronti a intonare di nuovo l’inno del vincitore.<br>Possibile, cazzo, che debba sempre andare così?<br>Sì, finché continueremo a confondere la passione per lo sport con il tifo da bar, il giornalismo sportivo di bassa lega (quello di Vespa che confonde anche i nomi) con il pettegolezzo, e l’orgoglio nazionale con il bisogno infantile di sentirci parte di un successo che non ci appartiene.<br>Sinner, intanto, resta per fortuna quello di sempre: educato, silenzioso, concentrato. Soprattutto campione, anche se dovesse perdere gli Open in Australia e, ancora, il Rolland Garros.<br>A parlare per lui è il campo, non le chiacchiere il più delle volte infarcite di invidia ed animo malmostoso.<br>Ed è forse proprio questo, alla fine, che dà più fastidio: la serenità di chi non ha bisogno di piacere a tutti per vincere.</p>



<p>Fabio Bristot &#8211; Rufus</p>
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		<title>PAPÀ </title>
		<link>https://fabiobristotrufus.it/2025/10/15/papa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 13:55:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Belluno e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Ti accarezzo la mano, ho sentito i calli farsi dolci, Ti accarezzo il braccio, ho sentito le vene farsi fragili. Ti accarezzo il viso, ho sentito la pelle farsi profumata. Ti sfioro il cuore diventato lento. Ti sfioro il cuore diventato titubante. Ti sfioro il cuore diventato, ora, tenero. Ti accarezzo e Ti sfioro. Ora, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ti accarezzo la mano, ho sentito i calli farsi dolci,</p>



<p>Ti accarezzo il braccio, ho sentito le vene farsi fragili.</p>



<p>Ti accarezzo il viso, ho sentito la pelle farsi profumata.</p>



<p>Ti sfioro il cuore diventato lento.</p>



<p>Ti sfioro il cuore diventato titubante.</p>



<p>Ti sfioro il cuore diventato, ora, tenero.</p>



<p>Ti accarezzo e Ti sfioro.</p>



<p>Ora, papà, lasciami baciare il tuo viso diventato luce e il tuo sorriso diventato addio. A Dio. </p>



<p>È stato talvolta un rapporto conflittuale dove non ci siamo compresi ed abbracciati come meritavano di fare per appartenerci. Sono riuscito a farlo forse troppo tardi, ma lo ho fatto, anzi lo abbiamo fatto assieme: quel calore che sono certo entrambi abbiamo avvertito in questi mesi e del quale ci siamo nutriti sorridendo con il cuore, ti ha dato gioia autentica &#8211; lo vedevo dagli occhi &#8211; e mi ha ridato la tenerezza di cui avevo bisogno e della quale in questo momento non posso fare a meno.&nbsp;</p>



<p>Grazie, papà, per quanto hai fatto per noi. Sarai per sempre luce dolce e ricordo di un padre forte, pur nelle tue debolezze, di un padre tenace e caparbio.bUn papà che non si è mai genuflesso alla malattia grazie alla tua straordinaria voglia di esserci. Un papà che ha saputo salutarci con stile ed eleganza.</p>



<p>Ti dedico queste parole. Sono per te. Grazie.</p>



<p>Fabio, tuo figlio</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>BI(O)DECALOGO SOCIAL…</title>
		<link>https://fabiobristotrufus.it/2025/09/30/biodecalogo-social/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 07:32:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160;Prima di pubblicare, pensa: è utile, è vero, è gentile… o è solo il tuo ego che sta premendo “invio”? &#160;Avere un profilo non fa di te un esperto. Nemmeno se hai letto un articolo (senza capirlo) e l’hai pure condiviso con faccina pensosa. &#160;Controllare le fonti non è da sfigati, è da adulti. Se [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/808583f6-c470-4b35-9fc7-9fc4ab20fd07" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;Prima di pubblicare, pensa: è utile, è vero, è gentile… o è solo il tuo ego che sta premendo “invio”?</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/45d3dd3a-8e7d-47d3-82e5-331b1bb93998" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;Avere un profilo non fa di te un esperto. Nemmeno se hai letto un articolo (senza capirlo) e l’hai pure condiviso con faccina pensosa.</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/9b29e84d-c1ec-4b38-acbc-676208dafc7f" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;Controllare le fonti non è da sfigati, è da adulti. Se poi la tua fonte è “un mio cugino”, forse è meglio tacere.</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/5c89347d-f3cd-46e5-a4f2-f425980d9f85" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;Scrivere in maiuscolo non ti dà più ragione. Ti dà solo più fastidio (a chi legge).</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/e15230a8-6eea-44be-91f5-2383ede92b90" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;Rispetta il pensiero altrui. Anche se non lo capisci. Anzi, soprattutto se non lo capisci.</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/6fa05f59-ddd2-4049-93c4-f5d514515d89" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;&nbsp;Non confondere il “ho letto due post” con “ho una laurea in astrofisica”. Dunning e Kruger ti stanno guardando, e scuotono la testa.</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/8678a049-42a5-49f9-9198-459857b5cb76" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;Se non sai di cosa stai parlando, il silenzio è ancora gratuito. E non va in scadenza.</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/e74e32dc-dccc-481e-8fbb-4b8b1386e435" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;Un meme non è un argomento. È solo un’immagine con scritte grosse (spesso sbagliate).</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/55d37158-8859-4bcc-a0a0-0d1ca05c5ea3" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;&nbsp;Commentare a caso è come lanciare sassi nel buio: potresti colpire qualcuno, ma non farai mai centro.</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/ca685645-4d3a-4884-a5c5-bf4936f64538" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;&nbsp;La libertà di parola non include il diritto alla ragione automatica. Anche se hai più like di Einstein.</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/b22a5c50-a7ca-4a2c-b846-af6623ff8c22" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;Condividere notizie false ti rende parte del problema. E no, “era solo per far riflettere” non ti salverà.</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/e4368a37-93ff-4511-b3d5-c8dc98418845" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;Non serve avere un’opinione su tutto. A volte si può anche solo ascoltare. O tacere. O andare a fare una passeggiata.</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/49d5befc-4417-4037-8ff2-0b031402445b" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;Ricordati: anche se sei convinto di avere ragione, potresti avere torto. Succede a tutti. Ma più spesso a chi è molto, molto convinto.</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/40360dbf-0092-467a-b38a-cfc04f33bf66" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;Lo “sgrammaticatore seriale” non è un ribelle, è solo pigro. Usa la punteggiatura: non è una teoria del complotto.</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/8126a5f3-afae-4535-b53a-549114bff96c" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;L’umiltà non fa perdere follower. Ma ti salva dalla figura barbina di pontificare su cose che ignori.</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/a157152c-9f75-4bb6-8307-caaa07af0c3b" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;Non serve “avere sempre qualcosa da dire”. Anche il silenzio è un contenuto. E spesso è di qualità superiore.</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/ca3d551c-4b32-4740-bce2-3e66f99e3667" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;Il “secondo me” non è un lasciapassare per dire qualsiasi sciocchezza. È solo un’introduzione: il resto conta.</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/5c3f15f4-d292-4e1f-8469-fb264e1746e9" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;Bloccare chi non la pensa come te non ti rende forte. Ti rende solo.</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/f7fd2c20-5207-41bf-9914-18044dc5a35d" alt="&#x1f4cc;">&nbsp;Ogni tanto chiediti: &#8220;E se fossi io quello che non ha capito niente?&#8221; Spoiler: potrebbe essere proprio così.</p>



<p><img decoding="async" width="16" height="16" src="blob:https://fabiobristotrufus.it/044bde02-0055-4f19-86ed-502e39bd2b34" alt="&#x1f4cc;"> Se ti senti il più intelligente in ogni discussione online… potresti essere semplicemente il più rumoroso. O il più ignaro (saluti sempre da Dunning e Kruger).</p>



<p>Fabio Bristot &#8211; Rufus</p>
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		<title>LA DIFFERENZA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 12:14:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Spero che il domaninon mi sia indifferente,ma sento il peso della differenzache avvolge il tempo. La differenzadi chi è fragile, teneroanche se non lo mostraperché non ama compatirsi. Di chi si spezza per ricomporsi,perché piegarsi non è sempreun segno d’intelligenza,ma solo di cuore. Di chi si commuoveper il colore di una foglia,caduta anzitempo a terraleggendone [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Spero che il domani<br>non mi sia indifferente,<br>ma sento il peso della differenza<br>che avvolge il tempo.</p>



<p>La differenza<br>di chi è fragile, tenero<br>anche se non lo mostra<br>perché non ama compatirsi.</p>



<p>Di chi si spezza per ricomporsi,<br>perché piegarsi non è sempre<br>un segno d’intelligenza,<br>ma solo di cuore.</p>



<p>Di chi si commuove<br>per il colore di una foglia,<br>caduta anzitempo a terra<br>leggendone le venature.</p>



<p>Di chi ti ascolta<br>come si ascolta la pioggia<br>che batte sui vetri, in silenzio,<br>senza chiedere perché.</p>



<p>Di chi ha mani che tremano<br>ma tiene i mondi delle persone vicine,<br>saldi come trofei pieni di certezze<br>che non si possono rovesciare.</p>



<p>Di chi ride piano,<br>quando nessuno lo sente,<br>perché la gioia non sempre<br>ha bisogno di testimoni.</p>



<p>Di chi piange forte<br>nascondendosi al buio,<br>perché, al sole, le lacrime<br>lasciano una traccia madreperlacea.</p>



<p>Di chi scrive messaggi<br>e poi li cancella,<br>non per timore,<br>ma per pudore.</p>



<p>Di chi si ferma<br>a raccogliere un pensiero caduto,<br>come si raccoglie un oggetto smarrito<br>in mezzo alla strada.</p>



<p>Di chi ascolta il peso del dolore<br>sul palmo della mano,<br>e alle volte riconosce<br>un frammento di sé.</p>



<p>Di chi ha nel cuore<br>un temporale d’estate,<br>sul volto una calma apparente,<br>ma custodisce abissi nel profondo.</p>



<p>Di chi cammina rasente ai muri,<br>non per timidezza o paura,<br>ma per lasciare spazio<br>a chi ha passi più larghi dei suoi.</p>



<p>Di chi porta i dolori<br>come fossero foto nel portafoglio:<br>piegate, consumate, anche gialle<br>mai dimenticate o gettate via.</p>



<p>Ecco,<br>sono queste persone<br>che fanno la differenza:<br>quelle che sperano ancora,<br>nonostante tutto,<br>che il domani<br>non sia così indifferente,<br>che sia ancora un domani.</p>



<p>Fabio Bristot &#8211; Rufus</p>



<p></p>
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