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	<title>Aforismi &#8211; Fabio Bristot</title>
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	<title>Aforismi &#8211; Fabio Bristot</title>
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		<title>MAESTRINE! E ANCHE ANTIPATICHE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 14:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica con la "P"]]></category>
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					<description><![CDATA[Ormai quando sento parlare Francesca Albanese ho un déjà-vu automatico: penso immediatamente alla versione 2.0 di Laura Boldrini. Stesso copione, stesso tono, stessa morale finale. Si parte sempre da principi anche condivisibili, anzi che condivido – diritti, rispetto, inclusione – e mi dico: “Ok, ci sto. Brava”.Poi, però, parte il sermone, lo sproloquio verbale, la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ormai quando sento parlare Francesca Albanese ho un déjà-vu automatico: penso immediatamente alla versione 2.0 di Laura Boldrini. Stesso copione, stesso tono, stessa morale finale. <br>Si parte sempre da principi anche condivisibili, anzi che condivido – diritti, rispetto, inclusione – e mi dico: <em>“Ok, ci sto. Brava”</em>.<br>Poi, però, parte il sermone, lo sproloquio verbale, la predica non richiesta… e in tre frasi verbose, a tratti oracolari, ti viene voglia di cambiare canale.<br>Il problema, quindi, non è cosa dicono. È come lo dicono: dal pulpito (ex chatedra…), col dito alzato, dando per scontato che tu sia sempre quello che deve “imparare”. Una maestrina, insomma.<br>Il risultato?<br>Le buone idee finiscono affogate nel tono da catechismo laico. E invece di comunicare, evocare, convincere magari anche… stancano e stufano.<br>Amen. </p>



<p>Scusate la consueta franchezza.</p>



<p>Fabio Bristot &#8211; Rufus</p>
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		<title>IDIOTI, SIAMO DEGLI IDIOTI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 13:32:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Belluno e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica con la "P"]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Un 35,29% di votanti nella provincia di Belluno non è un dato: è una condanna a morte politica. E&#8217; la condanna.Quando metà di un territorio rinuncia a votare, quel territorio rinuncia anche alla propria voce. E in un’area montana fragile come la nostra, con alcuni innegabili servizi assenti o depotenziati rispetto al passato (elisoccorso notturno [&#8230;]]]></description>
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<p>Un 35,29% di votanti nella provincia di Belluno non è un dato: è una condanna a morte politica. E&#8217; la condanna.<br>Quando metà di un territorio rinuncia a votare, quel territorio rinuncia anche alla propria voce. E in un’area montana fragile come la nostra, con alcuni innegabili servizi assenti o depotenziati rispetto al passato (elisoccorso notturno ancora promesso nel 2019 e mai attivato solo per fare un esempio) e un tasso di invecchiamento pauroso, … allora l’astensione diventa il colpo di grazia.<br>Chi governa potrà dire che “gli elettori hanno scelto”. Ma la verità è che ha scelto una minoranza, mentre la maggioranza si è arresa.<br>E la politica – quella che ama riempirsi la bocca con “la montagna non sarà lasciata indietro” – userà proprio questa resa come alibi perfetto.<br>No, non va bene così.<br>Non è normale che la provincia più fragile del Veneto sia anche la meno rappresentata.<br>Non è normale che chi vive qui debba accettare di contare la metà perché vota la metà.<br>Non è normale che il silenzio diventi un lasciapassare per altri anni di nostre lamentele e promesse dall’altra, tagli, centralizzazioni e servizi sempre più lontani dalle terre alte.<br>Con il 35,29% di affluenza, Belluno non manda un messaggio ai politici. Firma la propria irrilevanza. E l’irrilevanza, oggi, è la vera condanna a morte della montagna.</p>



<p>Fabio Bristot &#8211; Rufus</p>
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		<title>MARIA (nome di fantasia)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 13:54:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Belluno e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è una signora di 89 anni, in un piccolo ma ridente paesino del bellunese, che ogni giorno mi lascia un commento sotto le foto dei fiori o dei monti che pubblico su Facebook o, magari, su qualcos’altro di piacevole che trova nel corso della giornata. Sempre con simpatia, sempre con un pizzico di ironia elegante. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading">C’è una signora di 89 anni, in un piccolo ma ridente paesino del bellunese, che ogni giorno mi lascia un commento sotto le foto dei fiori o dei monti che pubblico su Facebook o, magari, su qualcos’altro di piacevole che trova nel corso della giornata. Sempre con simpatia, sempre con un pizzico di ironia elegante. Saluta con garbo, come si faceva una volta. Non manca giorno in cui non ci sia con il suo modo gentile.<br>Qualche tempo fa l’ho incontrata per caso e le ho chiesto come mai questa sua abitudine, questo suo rapporto così fedele con i social.<br>Lei mi ha guardato con un mezzo sorriso e, con una sincerità disarmante, mi ha detto: “Stare su Facebook mi tiene viva… anche perché, alla mia età, ormai ho più amici nel telefono che attorno a casa.<br>In quella frase per me c’era tutto: la sua lotta serena contro la solitudine, il suo modo ironico e disincantato di stare al mondo, la sua scelta ostinata di restare viva dentro e davvero.<br>E da allora, ogni suo commento è diventato per me un promemoria di umanità: la vecchiaia può essere una montagna ripida, certo, ma si può ancora salire con leggerezza… magari appoggiandosi a un fiore, a un monte o a un semplice messaggio su Facebook.</h1>



<pre class="wp-block-preformatted">Fabio Bristot - Rufus

</pre>
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		<title>PAPÀ </title>
		<link>https://fabiobristotrufus.it/2025/10/15/papa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 13:55:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Belluno e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Ti accarezzo la mano, ho sentito i calli farsi dolci, Ti accarezzo il braccio, ho sentito le vene farsi fragili. Ti accarezzo il viso, ho sentito la pelle farsi profumata. Ti sfioro il cuore diventato lento. Ti sfioro il cuore diventato titubante. Ti sfioro il cuore diventato, ora, tenero. Ti accarezzo e Ti sfioro. Ora, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ti accarezzo la mano, ho sentito i calli farsi dolci,</p>



<p>Ti accarezzo il braccio, ho sentito le vene farsi fragili.</p>



<p>Ti accarezzo il viso, ho sentito la pelle farsi profumata.</p>



<p>Ti sfioro il cuore diventato lento.</p>



<p>Ti sfioro il cuore diventato titubante.</p>



<p>Ti sfioro il cuore diventato, ora, tenero.</p>



<p>Ti accarezzo e Ti sfioro.</p>



<p>Ora, papà, lasciami baciare il tuo viso diventato luce e il tuo sorriso diventato addio. A Dio. </p>



<p>È stato talvolta un rapporto conflittuale dove non ci siamo compresi ed abbracciati come meritavano di fare per appartenerci. Sono riuscito a farlo forse troppo tardi, ma lo ho fatto, anzi lo abbiamo fatto assieme: quel calore che sono certo entrambi abbiamo avvertito in questi mesi e del quale ci siamo nutriti sorridendo con il cuore, ti ha dato gioia autentica &#8211; lo vedevo dagli occhi &#8211; e mi ha ridato la tenerezza di cui avevo bisogno e della quale in questo momento non posso fare a meno.&nbsp;</p>



<p>Grazie, papà, per quanto hai fatto per noi. Sarai per sempre luce dolce e ricordo di un padre forte, pur nelle tue debolezze, di un padre tenace e caparbio.bUn papà che non si è mai genuflesso alla malattia grazie alla tua straordinaria voglia di esserci. Un papà che ha saputo salutarci con stile ed eleganza.</p>



<p>Ti dedico queste parole. Sono per te. Grazie.</p>



<p>Fabio, tuo figlio</p>
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		<title>LA DIFFERENZA</title>
		<link>https://fabiobristotrufus.it/2025/09/17/la-differenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 12:14:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Spero che il domaninon mi sia indifferente,ma sento il peso della differenzache avvolge il tempo. La differenzadi chi è fragile, teneroanche se non lo mostraperché non ama compatirsi. Di chi si spezza per ricomporsi,perché piegarsi non è sempreun segno d’intelligenza,ma solo di cuore. Di chi si commuoveper il colore di una foglia,caduta anzitempo a terraleggendone [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Spero che il domani<br>non mi sia indifferente,<br>ma sento il peso della differenza<br>che avvolge il tempo.</p>



<p>La differenza<br>di chi è fragile, tenero<br>anche se non lo mostra<br>perché non ama compatirsi.</p>



<p>Di chi si spezza per ricomporsi,<br>perché piegarsi non è sempre<br>un segno d’intelligenza,<br>ma solo di cuore.</p>



<p>Di chi si commuove<br>per il colore di una foglia,<br>caduta anzitempo a terra<br>leggendone le venature.</p>



<p>Di chi ti ascolta<br>come si ascolta la pioggia<br>che batte sui vetri, in silenzio,<br>senza chiedere perché.</p>



<p>Di chi ha mani che tremano<br>ma tiene i mondi delle persone vicine,<br>saldi come trofei pieni di certezze<br>che non si possono rovesciare.</p>



<p>Di chi ride piano,<br>quando nessuno lo sente,<br>perché la gioia non sempre<br>ha bisogno di testimoni.</p>



<p>Di chi piange forte<br>nascondendosi al buio,<br>perché, al sole, le lacrime<br>lasciano una traccia madreperlacea.</p>



<p>Di chi scrive messaggi<br>e poi li cancella,<br>non per timore,<br>ma per pudore.</p>



<p>Di chi si ferma<br>a raccogliere un pensiero caduto,<br>come si raccoglie un oggetto smarrito<br>in mezzo alla strada.</p>



<p>Di chi ascolta il peso del dolore<br>sul palmo della mano,<br>e alle volte riconosce<br>un frammento di sé.</p>



<p>Di chi ha nel cuore<br>un temporale d’estate,<br>sul volto una calma apparente,<br>ma custodisce abissi nel profondo.</p>



<p>Di chi cammina rasente ai muri,<br>non per timidezza o paura,<br>ma per lasciare spazio<br>a chi ha passi più larghi dei suoi.</p>



<p>Di chi porta i dolori<br>come fossero foto nel portafoglio:<br>piegate, consumate, anche gialle<br>mai dimenticate o gettate via.</p>



<p>Ecco,<br>sono queste persone<br>che fanno la differenza:<br>quelle che sperano ancora,<br>nonostante tutto,<br>che il domani<br>non sia così indifferente,<br>che sia ancora un domani.</p>



<p>Fabio Bristot &#8211; Rufus</p>



<p></p>
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		<title>CICATRICI D’ACQUA</title>
		<link>https://fabiobristotrufus.it/2025/09/04/cicatrici-dacqua/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 09:31:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ho provato a posareuna lacrima sopra all’altra,come se potessi ricomporlein un solo, unico dolore.Allinearle.Asciugarle.Dimenticarle. Le ho toccate piano,una ad una,con le dita tremantidi chi tenta di rammendareil cielo strappatocoi i fili del tempo. Ma sono tornate.E non più acqua:ma minute cicatriciche straziano orala pelle del cuore,e mappa silenziosadei giorni in cui ho taciuto,disegno fragiledel mio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ho provato a posare<br>una lacrima sopra all’altra,<br>come se potessi ricomporle<br>in un solo, unico dolore.<br>Allinearle.<br>Asciugarle.<br>Dimenticarle.</p>



<p>Le ho toccate piano,<br>una ad una,<br>con le dita tremanti<br>di chi tenta di rammendare<br>il cielo strappato<br>coi i fili del tempo.</p>



<p>Ma sono tornate.<br>E non più acqua:<br>ma minute cicatrici<br>che straziano ora<br>la pelle del cuore,<br>e mappa silenziosa<br>dei giorni in cui ho taciuto,<br>disegno fragile<br>del mio resistere.</p>



<p>Fabio Bristot &#8211; Rufus</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>STILE</title>
		<link>https://fabiobristotrufus.it/2025/05/12/stile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 11:22:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
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					<description><![CDATA[Penso che vincere debba avere un suo, proprio stile, anche mutuando l’antico adagio dialettale che connota il rispetto che deve essere offerto ai perdenti. Perdere, però deve avere uno stile ancora maggiore se si desidera tornare a vincere. Diventa allora il saper perdere, anche questo… appunto… con stile. Fabio Bristot &#8211; Rufus]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Penso che vincere debba avere un suo, proprio stile, anche mutuando l’antico adagio dialettale che connota il rispetto che deve essere offerto ai perdenti. Perdere, però deve avere uno stile ancora maggiore se si desidera tornare a vincere. Diventa allora il saper perdere, anche questo… appunto… con stile.</p>



<p>Fabio Bristot &#8211; Rufus</p>
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		<title>IL SUONO DEL SILENZIO E LO ZAINO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2024 09:13:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[Pensi sia così semplice cogliere il suono del silenzio su una vetta assolata coperta solo di pace e azzurro?Mille voci ti scuotono dentro, risvegliando memorie mai sopite. Uno strano richiamo ti spinge al necessario ritorno a valle.Là, però, non c’è spazio per quel silenzio incompreso che credevi di abbracciare ingenuamente, lassù.Torni allora a vivere l’aridità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Pensi sia così semplice cogliere il suono del silenzio su una vetta assolata coperta solo di pace e azzurro?<br>Mille voci ti scuotono dentro, risvegliando memorie mai sopite. Uno strano richiamo ti spinge al necessario ritorno a valle.<br>Là, però, non c’è spazio per quel silenzio incompreso che credevi di abbracciare ingenuamente, lassù.<br>Torni allora a vivere l’aridità delle parole, il brusio di sempre, dove le domande non hanno e sanno la risposta che la civiltà e la società del rumore ci chiede incessante.<br>Non rammaricarti se il tuo zaino non poteva contenere quel silenzio che non sei riuscito a portare egoisticamente con te.<br>Gioisci invece al pensiero di accarezzarne delicatamente di nuovo le sue curve già domani, quando tornerai lassù, di sentirlo sotto l&#8217;ala leggera di un gracchio, tra le radici di un’erba selvatica o tra il vuoto eterno delle rocce tiepide, là in alto.</p>



<p>Fabio Bristot &#8211; Rufus</p>
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		<title>PIOVE</title>
		<link>https://fabiobristotrufus.it/2024/05/15/piove/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 10:50:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Piove. Fili sottili di cui spesso mi servo per tessere la veste leggera della mia inquietudine. Danzo allora al ritmo dolce dei tuonie tasto la notte con la luce pura dei fulminiche scuotono la terra amata,di sospiri e memorie tiepide,di quadri disadorni. Piove ancora.Fili come ragnatele di setache adombrano il sole esangue,troppo lontano per donare il teporeche manca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Piove. <br>Fili sottili di cui spesso mi servo <br>per tessere la veste leggera della mia inquietudine. <br>Danzo allora al ritmo dolce dei tuoni<br>e tasto la notte con la luce pura dei fulmini<br>che scuotono la terra amata,<br>di sospiri e memorie tiepide,<br>di quadri disadorni.</p>



<p>Piove ancora.<br>Fili come ragnatele di seta<br>che adombrano il sole esangue,<br>troppo lontano per donare il tepore<br>che manca come le carezze richieste<br>e che non hai saputo darmi<br>nelle notti che esalano ancora<br>freddi giacigli e lune d’argento.</p>



<p>Fabio Bristot – Rufus</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>IMPRONTE</title>
		<link>https://fabiobristotrufus.it/2023/12/07/impronte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Bristot]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2023 08:05:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli abbracci che si scambiano, se autentici e calorosi, dovrebbero essere impronte digitali che imprimiamo sui e nei corpi e non uno sfiorarsi manierato, freddo e goffo, dove i corpi e l’anima rimangono solitudini poste una di fronte all’altra.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Gli abbracci che si scambiano, se autentici e calorosi, dovrebbero essere impronte digitali che imprimiamo sui e nei corpi e non uno sfiorarsi manierato, freddo e goffo, dove i corpi e l’anima rimangono solitudini poste una di fronte all’altra.</p>
]]></content:encoded>
					
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