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Articoli filtrati per data: Giugno 2021

Giovedì, 10 Giugno 2021 08:33

GRAZIE

Qualche giorno addietro ho vissuto un pomeriggio oltremodo emozionante, nel corso del quale il Prefetto di Belluno, che desidero ringraziare pubblicamente, mi ha consegnato il diploma dell'Onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana (a sua volta conferitami dal Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri), per la mia attività quasi trentennale nel Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e, in modo particolare, per l’attività normativa e legislativa prodotta nel medio periodo a livello nazionale e locale.
Se continuassi a parlare solo di me… sarebbe un inutile e goffo “rigonfiamento di petto”, nulla di più. Come è corretto che sia, invece, vorrei parlare dei veri artefici silenziosi che stanno dietro a questa onorificenza.
Desidero, dunque, dedicare questa giornata e i suoi simboli alla mia famiglia: ad Antonella, la mia compagna, e a mia figlia Caterina. Senza il tempo, davvero tanto tempo, che ho loro sottratto non sarei riuscito a fare quanto ho realizzato a favore del Soccorso Alpino, errori inclusi.
Con questa dedica certamente simbolica, ma autentica nello spirito voglio, infatti, riconoscere quanto mi hanno concesso fare con la loro paziente sopportazione. Non era sempre scontato che ciò avvenisse.
Voglio dedicare questa onorificenza a mio padre, mia madre e mia sorella che tutti questi anni non hanno mai detto “ma non ti sei ancora stufato”, ma al contrario hanno sempre chiesto “oggi, sei riuscito a fare qualcosa di buono per il Soccorso Alpino?”, segno semplice e poderoso al contempo che condividevano senza riserve quanto andavo facendo.
Non posso però non indirizzare questa dedica anche al Soccorso Alpino “Dolomiti Bellunesi”, ricordando in modo del tutto particolare quei volontari deceduti per ragioni di servizio, troppi davvero per la nostra organizzazione. Volontari che però sento, con tutto me stesso, ancora vivi e ancora parte della straordinaria famiglia che si chiama Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Grazie anche a loro.
 
Fabio Bristot - Rufus
Pubblicato in Blog
Giovedì, 03 Giugno 2021 15:12

COSÌ È SE VI PARE...

Mi sono vaccinato per motivazioni e ragioni evidenti che magari tutti non possono o vogliono comprendere. Non chiedo, infatti, di essere compreso, ma non chiedetemi di comprendere le vostre motivazioni e le vostre ragioni, perché non riesco davvero a farlo, va oltre le mie modeste capacità.
Ho imparato a rispettare da sempre le minoranze perché necessarie ed assolutamente complementari alle maggioranze, oltre che estremamente utili in ogni processo e necessarie nella dialettica della democrazia vera ed attuata.
Ma questa volta non ci sto. Non ci sto ad esaltare e prendere lezioni da una minoranza che pensa di essere invece maggioranza, arrogante maggioranza, talvolta.
Non ci sto, dunque, a diventare vaccinato “in minoranza” per un manipolo di laureati su feisbuk, per agitatori seriali, per facinorosi e complottisti, per soggetti che potrebbero svenire alla semplice lettura della posologia del “toradol”. Non ci sto e basta.
Non ci sto, infatti, a ritornare al lockdown e alle privazioni che tutti noi abbiamo patito in questi mesi. Non ci sto a riportare indietro le lancette dell’orologio al medioevo sanitario-culturale. Non ci sto a spegnere il sole di nuovo, riportando il tempo delle ombre e del dubbio.
Voglio stringere mani e abbracciare i miei genitori e i miei amici, voglio vedere nel volto le persone, stando assieme a loro con gioia e senza timore, parlando con loro a poche decine di centimetri e non più metri. Voglio respirare l’aria camminando per strada senza masticare nel frattempo i peli della mascherina. Voglio stare bene tra la gente tutelando i più deboli e gli anziani, ma anche me stesso.
Desidero tutto questo con spirito autentico, ma per cortesia basta dittature delle minoranze che non si vaccinano perché lo zio macellaio ha detto ‘che’ o su Novelle 2000 c’era scritto ‘che’ o l’amica della mia parrucchiera mi ha detto ‘che’ (n.b. fanno eccezione le sole persone che attestino a cura medico curante l’impossibilità ‘di’ a causa ‘di’).
Basta per cortesia! Basta, vaccinatevi e tornate a vivere anche voi con noi o viceversa che non cambia.
BUONA SERATA
 
Fabio Bristot - Rufus
 
Pubblicato in Blog

L’idea della Ferrata della Memoria nasce a Mestre, nel 2005, di ritorno da un incontro in Regione Veneto tenutosi con CAI e AGAI, quando ebbi modo di porre un quesito all’allora Presidente delle Guide circa la realizzazione di nuove ferrate

Gli chiesi, infatti, in quell’occasione “come mai, al posto di privilegiare percorsi di bassa e bassissima quota sullo stile franco-svizzero, poco impattanti e dal notevole e certo appeal turistico/professionale, oltre alla messa in sicurezza di tutti gli itinerari esistenti con identiche metodiche e parametri manutentivi, si continuasse, in alcuni casi, a preferire antistorici ed impattanti nuovi itinerari” sulle cime delle Dolomiti. 

 

La risposa venne data attraverso un’ulteriore domanda “fammi un esempio preciso su cosa intendi?”, alla quale replicai – lo ricordo come fosse ora - “perché non fate una ferrata nella gola del Vaiont che leghi la comunità di Longarone con quella di Erto e Casso, una sorta di filo d’acciaio che unisca ancor più la parte alta e quella bassa?”

Successivamente, l’aver visto un paio di anni dopo sul coronamento della diga una targa di cui ignoravo l’esistenza e che mio nonno aveva voluto porre in memoria di suo figlio Romano Bristot (operaio SADE il ci corpo non venne mai più trovato), corroborò quell’idea. L’aver scoperto quella targa di bronzo in modo del tutto inaspettato mi donò un’emozione straordinaria e di rara intensità, fattori che, in qualche modo, solidificarono l’intento sino ad allora rimasto solo un’enunciazione.

 

L’idea, forse allora avveniristica, venne poi trasferita alla locale Stazione CNSAS e alla Sez.ne del CAI che non dimostrarono lo stesso mio entusiasmo né quello dei vari soggetti istituzionali con i quali avevo nel frattempo condiviso la proposta e che si erano detti entusiasti, ma parimenti avevano manifestato il grande tatto che si sarebbe dovuto usare trattando il tema “Vajont”.

Perché, dunque, una Ferrata della Memoria??

Unire memorie lontane… Unire comunità diverse, ma accomunate da un’unica data e uguale sentire… Unire l’alto e il basso proprio attraverso l’elemento fisico identificabile nello spazio che sta tra il coronamento della diga e il fondo del vajo.., Unire per non dividere e separare mai più!

Far ricordare insomma con un percorso – la Ferrata della Memoria – che sapesse coniugare l’aspetto storico e storiografico … a quello socio-culturale, e che fosse in grado di generare, proprio grazie alla visione del “cuore di quel budello tragico”, aspetti emozionali unici a favore delle attuali generazioni e di quelle che verranno. Far loro insomma capire cosa è stato, cosa è e sarà per sempre il 9 ottobre 1963.

Questo era il significato autentico e più genuino che ha fatto scaturire – come dicevo –quell’idea nel 2005 e fatto muovere i primi passi concreti nel 2013.

 

Gli altri passi, oltre all’idealità e alla tensione del ricordo sono stati quelli resi possibili dalla finalizzazione del progetto Interreg IV “SAFERALPS ID n. 6782” per il quale rinnovo il ringraziamento a DolomitiCert e alla Coop Dolomiti Vertical Service e alle Guide Alpine.

 

A distanza di oltre cinque anni sono state migliaia le persone che l’anno percorsa ed altrettante che hanno lasciato nel libro posto all’uscita del percorso il loro commento.

Per molte di queste percorrere la Ferrata della Memoria è stata forse un percorso tra tanti, ma ritengo che per la stragrande maggiorana degli appassionati che la hanno percorsa sia stata invece motivo per effettuare una riflessione sentita su quei luoghi che trasudano ancora dolore.

 

A quanti persero la vita in quell’immane tragedia, al dolore eterno dei superstiti e dei famigliari delle persone scomparse, tra le quali annovero anche la famiglia di mio padre, è stata dedicata la Ferrata della Memoria.

 

Fabio Bristot - Rufus

Pubblicato in Blog

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Sabato, 16 Ottobre 2021