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Articoli filtrati per data: Novembre 2021

Lunedì, 29 Novembre 2021 10:22

Don Claudio e la luna

INTRODUZIONE

 

Prima di accingermi a scrivere questo breve ricordo di Don Claudio, mi sono posto una serie di domande sia di carattere metodologico sia di tipo sostanziale: mi sono, infatti, chiesto se l’esercizio del ricordo sia sempre un’azione eticamente appropriata o se sia, invece, un tentativo strumentale di caratterizzarla per uno o più aspetti che in realtà interessano solo all’autore.

L’esercizio del ricordo può trarre origine dalla rivisitazione di vicende realmente condivise, dalla narrazione di sfaccettature composite e durature o evanescenti e sfuggevoli della personalità del soggetto e – perché no – dalla sublimazione dell’insegnamento che il suo vissuto ha saputo trasmettere. Il ricordo, quindi, come occasione di cogliere l’emozione della vita, rinnovata nella memoria e nel cuore.

Questo scritto non è, dunque, una biografia quanto, piuttosto, il tentativo di far conoscere il messaggio di Don Claudio perché la narrazione, pur con tratti a volte magari imprecisi, vorrebbe raccontare della sua “caratura”, vorrebbe accompagnarci ancora una volta nella sua stessa vita.

Non ho, pertanto, inteso produrre un lavoro melenso, né un ritratto che scadesse da subito in un artefatto “coccodrillo”.

Ho desiderato, invece, creare tratti reali e verisimili della sua vita.

Questi sono stati assai permeabili all’indubbia fantasia di cui questa realizzazione è imbevuta e di certo contaminata in modo più o meno accentuato a seconda delle sezioni considerate.

Un file rouge, anzi una corda rossa trattandosi di Don Claudio, che ha cercato di collegare in modo indissolubile alcuni momenti della sua esistenza reale ad altri, adeguati alle caratteristiche proprie del racconto, dove l’immaginazione è diventata, a tratti, essa stessa padrona delle pagine e delle azioni prodotte dall’indiscusso protagonista.

 

Nomi e personaggi, dunque, e soprattutto talune parti del vissuto personale e interpersonale del soggetto principale, Don Claudio, sono frutto dell’immaginazione dell’autore. Come tali sono usati in modo del tutto fittizio in relazione alle vicende e vicissitudini di carattere personale e famigliari descritte e narrate e nelle varie correlazioni con altri personaggi del libro.

L’assoluta somiglianza, invece, con altri fatti ed eventi descritti nelle varie attività, nei luoghi e con le persone indicate rispetto ai quali Don Claudio è stato protagonista, non sono affatto casuali. Sono un elemento fortemente voluto, quanto richiesto dalla necessità di connotare questo libro non solo con i tratti della fantasia narrante, ma anche con azioni che facilitino la comprensione dei processi e delle dinamiche legate alla stessa personalità di Don Claudio.

Ho voluto così generare un ricordo profondo, quello che porto nel mio cuore, nella parte meno accessibile e per questo forse più sincera, dove rimane per sempre il sentimento a me più caro: l’amicizia.

Ho voluto, infine, tratteggiare non solo il sacerdote, ma anche, come mi sono detto in tutti questi anni, l’uomo con le vesti di sacerdote, la cui l’umanità e la cui caparbia volontà di essere con carità tra gli uomini rimangono i tratti salienti.

Queste indiscutibili virtù, che ho toccato con mano più volte, sono stato il comune denominatore che ha tentato di sorreggere e tenere insieme le pagine che seguono, assieme a quella che è stata l’ultima salita e discesa dal Monte Pore


[1] Il Monte Pore (2045 mt.), appartenente al gruppo Averau-Nuvolau, è la montagna salita da Don Claudio Sacco nel corso della sua ultima uscita scialpinistica effettuata il 2 dicembre 2009.

 

Pubblicato in Blog
Martedì, 02 Novembre 2021 13:55

VIA FELTRE... O LA PISTA DA TRIAL

Da tempo Via Feltre ed alcune vie contermini presentano una serie di problematiche tra le quali per importanza si segnalano:

-         2 rotonde (Piazzale Marconi e incrocio Via dei Dendrofori/Via Feltre) che aspettano da oltre dieci anni la necessaria e definitiva sistemazione (oltre alla altre presenti in città) per dare decoro agli ingressi principali della città;

-                 2 marciapiedi in situazione di forte ammaloramento che in alcuni punti sono addirittura pericolosi per il passaggio dei pedoni. Al riguardo si rappresenta che quello a sud, in assoluto il più percorso, è stato oggetto di un modesto intervento di rifacimento di meno di 70 mt. lineari che rappresentano il 4% (dicasi quattro per cento) degli interventi che sarebbe necessario effettuare per la complessiva manutenzione dei marciapiedi di Via Feltre);

-          un tratto di marciapiede a raso molto pericoloso in corrispondenza del ex Bar Panoramica (al riguardo si era proposta all’assessore competente una soluzione da poche centinaia di euro… per rendere sicuro quel tratto);

-          un numero considerevole di tombini/chiusini/pozzetti disassati rispetto al piano stradale o al tappeto di usura, molti basculanti e particolarmente rumorosi/fastidiosi nelle ore notturne, altri addirittura asfaltati (pratica in uso da qualche anno al Comune di Belluno che al posto di sistemare o far sistemare i tombini/chiusini ammalorati e disassati addirittura li asfalta con scarso successo posto che a distanza di qualche giorno il problema si ripresenta);

-          la presenza di alcuni pozzetti per fortuna di piccole dimensioni (vedasi foto allegata) privi del relativo chiusino;

-          svariate decine di metri lineari da rattoppare in modo consono e a regola d’arte a causa della recente posa della fibra (vedasi sotto);

-          Via Lazzarini da asfaltare ex novo nel tratto compreso tra Via Boito e Via Montalban;

-          la forte velocità nelle ore diurne e quella folle nelle ore notturne anche superiore ai 100 km/h che compromettono in modo significativo la sicurezza di quanti attraversano nelle numerose strisce pedonali in relazione ai molti ragazzi che afferiscono alle scuole della zona, del numero anziani oltre che degli utenti dell’ULSS.

Ricordato e ribadito che in concomitanza con l’apertura di una nuova attività commerciale (Farmacia Dolomiti) sono stati realizzati due chiusini (molto probabilmente non a norma) che rappresentano un marcato dislivello rispetto all’attuale tappeto di usura, stimato in oltre 2 cm. circa e che gli stessi accompagnano per tutto il giorno e soprattutto la notte il riposo dei residenti in quanto il rumore che ne deriva è oltremodo forte e fastidioso;

rilevato che con la posa della fibra che sta avvenendo in questi giorni si stanno registrando rappezzature non degne di questo nome e talmente mal eseguite che, a distanza di pochi giorni, il conglomerato bituminoso rosa usato per chiudere gli scavi viene facilmente rimosso dal passaggio delle auto;

rilevato che sono stati malamente asfaltati in questi giorni ulteriori chiusini e che a distanza di poche ore l’asfalto era stato del tutto smosso dal passaggio veicolare;

tutto ciò premesso si chiede:

-          se sia nelle intenzioni, anzi nelle determinazioni formali dell’Amministrazione del Comune di Belluno provvedere alla ricalibratura di tutti i chiusini/tombini/pozzetti che hanno reso Via Feltre una sorta di pista da trial, rendendo anche pericoloso il transito veicolare;

-          se sia nelle intenzioni, anzi nelle determinazioni formali dell’Amministrazione del Comune di Belluno provvedere al rifacimento manutentivo dei marciapiedi lato sud e lato nord con priorità indiscussa a quello sud;

-          se sia nelle intenzioni, anzi nelle determinazioni formali dell’Amministrazione del Comune di Belluno provvedere all’asfaltatura di via Feltre e di Via Lazzarini come indicato;

-          se sia nelle intenzioni, anzi nelle determinazioni formali dell’Amministrazione del Comune di Belluno provvedere alla realizzazione delle rotonde sopra individuate con la relativa messa in sicurezza del marciapiede antistante l’ex Bar Panoramica;

-          infine, se sia stata presa in considerazione la realizzazione di un semaforo intelligente (assolutamente no alla realizzazione di qualsiasi dosso che il più delle volte non è neppure a norma del Codice della Strada…) posto di fronte all’ULSS Dolomiti (posizione ideale in quanto parte mediana di Via Feltre) che tarato rigorosamente sui 50 km/h blocchi i veicoli che procedono a velocità superiore con lo scatto del rosso, opera il cui investimento è alquanto modesto ma garantirebbe la tutela dei pedoni in una delle strade più trafficate del Comune di Belluno ed una delle strade con il maggior numero di pedoni transitante.

Si invita la Giunta a comunicare allo scrivente se c’è l’impegno formale a finalizzare quanto sopra richiesto, attraverso quali atti e relativi finanziamenti e con quali tempi.

Si ringrazia per l’attenzione e si porgono distinti saluti.


IL CAPO GRUPPO MISTO

                                                            Fabio Bristot - Rufus

 

Pubblicato in Blog

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Sabato, 04 Dicembre 2021