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Venerdì, 02 Febbraio 2018 16:16

IL METODO BOFFO: GLI SCHIZZI OVUNQUE. IL FANGO CHE ALLA FINE DIVENTA MERDA.

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         Detesto il metodo "Boffo", cioè il metodo del fango ad ogni costo senza nessuna istruttoria e/o analisi dell’accaduto con relativo contradditorio, senza sapere il più delle volte alcunché dei fatti ed atti, quel metodo sempre più in voga nel nostro vivere quotidiano che, alla fine, lascia comunque schizzi ovunque.

Alcuni di questi schizzi, forse in realtà i più, rimangono a perenne, ingiusta memoria proprio perché del tutto gratuiti.

Schizzi che non colpiscono, dunque, in modo mirato e preciso, ma in modo general generalista colpiscono tutto magari solo per colpire una parte, per meglio dire colpiscono con fare straordinariamente demagogico, colpiscono tutto e tutti in modo indifferenziato. Spesso, molto prima dell’ufficialità, cioè prima che questi schizzi diventino di pubblica evidenza e dominio, si notano i maestri del dubbio tessere oscure trame, lavorando a terra e strisciando malamente nell’oscurità per predisporre accuratamente la macchina del fango e della merda.

Al riguardo, in modo quasi maieutico propongo, in una finzione che come tale è del tutto irreale quindi non vera, una sorta di esperimento per far comprendere cosa sia in realtà questo metodo e quali devastanti esiti possa produrre.

Vado con l'esempio che - ripeto - è e rimane una pura finzione ad uso didattico.

Da un pò di tempo – diciamo dai primi di ottobre, quindi già da quasi tre settimane - alcune mamme della Scuola Elementare presso la quale porto anche mia figlia mi riferiscono che, a fine lezione, un uomo adulto, giovanile e di bella presenza, bruno dalla carnagione e dai tratti meridionali, si avvicina in modo sempre più insistente e con fare abbastanza sospetto a delle bambine scelte tra quelle più piccole. Vi passa accanto, con alcune si sofferma maggiormente guardandole nel viso.

Da quello che si sa, si dovrebbe chiamarsi Gastone o almeno così hanno detto alcuni passanti che dicono di averlo visto fare la stessa cosa anche l’anno precedente in un'altra scuola di un altro quartiere.

Dopo qualche giorno da quelle stesse segnalazioni, mi è stato riferito che quell'uomo si è anche avvicinato a dei bambini, pare di seconda e terza elementare, accarezzandogli la testa ed il collo con insistenza. Ad uno ha consegnato delle figurine ed un videogioco. Forse anche dei soldi.

Non sono passati che due giorni che lo stesso uomo – Gastone come ormai tutti lo chiamano – ha addirittura sfiorato i glutei di alcune bambine (nda: mi è stato riferito da una lontana parente della mamma di Giulia, un bambina della 5B, che il tutto è durato almeno una decina di secondi) e toccato con insistenza Luca, un ragazzino della 3F (nda: la notizia veniva riportata al bar della piazzetta non lontana dalla scuola da alcuni venditori ambulanti che gravitano in zona nell’orario dell’uscita degli scolari). Sono stati chiamati sia i Carabinieri sia la Polizia, ma al loro arrivo non è stato riscontrato alcunché, ovvero di quell’uomo, cioè di Alessandro nessuna traccia,

Ormai nel quartiere, ma anche in alcune altre zone della città non si parla d’altro.

Qualche giorno dopo questi ultimi fatti, sentivo per strada (nda: non ne sono sicuro perché c’era traffico, ma mi è sembrato di aver colto il nome di Gastone) che quell’uomo era stato visto portare nel sottoscala di un palazzo vicino una bambina e che dopo poco la bambina era uscita urlando e piangendo. Era stata subito chiamata la Polizia, ma purtroppo, anche in questa occasione, nessun esito positivo, nessun riscontro o testimonianza in grado di portare a questo Gastone, certamente ormai lontano a godersi le depravazioni di un momento. Nessuno che avesse riconosciuto la bambina e le avesse dato un nome, cioè una identità certa.

A distanza di sole poche ore, sentivo dire che si trattava addirittura di un famoso politico molto in voga in questo periodo, guardavo allora gli appunti che mi ero fatto di tutte le testimonianze ed “i sentito dire” e scoprivo che non poteva che essere lui, Gastone alla grande prova nazionale. Rimanevo esterrefatto, ma il tutto trovava conferma da svariate mail che mi arrivavano in continuazione e dai social network scatenati nell’associare quel nome e soprattutto quell’politico ad uno degli atti più bassi ed oltraggiosi per il genere umano, la pedofilia e la violenza associata a quest’ultima.

Addirittura, una pagina su facebook creata solo qualche ora prima aveva già avuto oltre 641.000 “mi piace”, associati ad oltre 121.000 commenti su Gastone, tutti improntati al massimo disgusto per l’uomo, sin’anche a delineare forme brutali sino ad arrivare alla violenza fisica, alla soppressione con le modalità più disdicevoli.

In pochi attimi, visto anche il mio ruolo di consigliere di classe, venivo subissato di telefonate ed esplicite richieste perché anche io mi muovessi con conseguenti ed immediate denunce all’autorità preposta, così come stavano proponendo di fare altri genitori.

Ebbene dopo poche decine di minuti, previo appuntamento con tutti, ci recavamo alla locale Stazione dei Carabinieri per effettuare, le denunce del caso vista la gravissima situazione creatasi e lo straordinario appoggio che stavamo avendo dai social e dai media.

Dopo pochi minuti di attesa, ci venne incontro addirittura il comandante dei Carabinieri, un Colonello piuttosto giovane che, con fare discreto, ci comunicò di aspettare ancora un po’ nella saletta adibita alle denunce.

Pochi istanti ancora ed entrando in modo solenne ci comunicò che era stato fermato ed interrogato tale Gastone Nonsodicosaparlate, ma rilasciato subito dopo perché da vari confronti effettuati con i testimoni che nel frattempo …. Poi, il Colonello, con tono ben più severo delle parole prima indirizzate al nostro cospetto, aveva affermato che Gastone, il grande politico in fieri, che stava per essere denunciato da almeno 18 famiglie e dalla stessa preside della Scuola Elementare, si trovava impegnato in un master sul welfare in una prestigiosa università americana dal mese di settembre. Inoltre, le univoche dichiarazioni rese nei termini dovuti dai suoi 16 compagni di corso, il tracciamento operato dei suoi due apparati cellulari di cui uno satellitare, le foto ed immagini scattate ad Harvard nel Massachusetts ed i verbali della polizia locale che univocamente attestavano la presenza dello stesso a far data del 14 settembre ad oggi nel territorio degli USA, testimoniavano e certificavano che non poteva trattarsi nel modo più assoluto di Gastone, il nastro nascente della politica italiana.

La notizia veniva riportata all’indomani su due moduli del Corriere e sulla cronaca locale dell’Eco. Ci si era dimenticati, tra l’altro di mettere lo stesso comunicato su FB, tanto che ancora per giorni interi, nonostante le smentite via web dello stesso Gastone e della Preside della Scuola, il social network continuava imperterrito a dare giudizi di una pesantezza inaudita.

Solo una decina di commenti riportavano l’oggettività della storia, ma si perdevano nelle decine di migliaia delle giornate precedenti.

Morale: ognuno dovrebbe trarla di per sé, ma intanto iniziamo a pulire tutto quanto, anche se alla fine risulterà impossibile.

 

Fabio Bristot Rufus (che un voto al M5S diede in un recente passato)

Letto 1443 volte Ultima modifica il Venerdì, 02 Febbraio 2018 16:18

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