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Alcuni, a torto, ritengono che il Nevegal ed il Col Visentin non siano propriamente una montagna, giudizio che se per caratteristiche morfologiche per certi versi è accettabile, per altri, vale a dire per l’attività del Soccorso Alpino, hanno rappresentato spesso motivo di drammatiche vicissitudini. Non a caso in oltre sessant’anni di attività proprio sul Nevegal e sul Visentin si sono registrati nel complesso 23 interventi per 52 persone soccorse, tra le quali 31 feriti e 9 morti, quasi tutti precipitati nel periodo invernale lungo l’insidioso versante sud, che guarda la zona del Lago di Santa Croce e Vittorio Veneto (3 in altre zone del Gruppo e per motivazioni diverse). Quest’ultimo dato dimostra la veridicità delle valutazioni sopra esposte ed è indice di come non siano necessariamente e sempre le pareti verticali a creare tragedie. Un intervento tra tutti si desidera ricordare in questo contesto. Il giorno 15 gennaio 1984, alle…
Sembra che la determinazione, in primo luogo dei Sindaci e di chi ha tematizzato il problema dell'elisoccorso notturno qualche giorno fa, stia dando alcuni risultati, almeno nel campo delle enunciazioni. Resto fiducioso che la comunità della montagna saprà far valere le proprie ragioni (sono solo e tutte tali) e che la Regione Veneto, tramite l'ULSS Dolomiti, possa davvero pervenire a breve ad attuare le procedure per iniziare la sperimentazione. Le Dolomiti Bellunesi e tutte le genti (nessuna esclusa) che sotto o a fianco di quelle montagne vive, hanno bisogno di questo servizio e per questa unica ragione lo meritano. Sino ad ora, va riconsciuto, che sugli specifici temi legati all'Elisoccorso Bellunese la Regione Veneto, con il suo Presidente, ha sempre appoggiato e sostenuto le tesi poste. Si tratta ora di essere ancora una volta conseguenti nel garantire un servizio che proprio nelle Dolomiti Bellunesi ha visto ad esempio, ancora nel…
Introduzione.             Quando si tratta di scrivere la biografia o una parte di essa di chi in qualche modo si voglia ricordare, dunque far rivivere attraverso ciò che la stessa è stata ed ha fatto nell’intima dialettica che questi due verbi crea, cioè di cosa questa persona abbia prodotto in termini di fatti ed azioni o cosa abbia saputo offrire in termini di emozioni e simboli nel corso della sua esistenza, ci si pone di fronte ad un profondo dubbio metodico: quale parte fare risaltare e come farla risaltare, se essere aderenti a dati, diciamo così storiografici, quindi anche di necessità storici, oppure arrotondare alcune spigolosità, farne una rappresentazione melensa o viva, vivace, alla fine verisimile o vera?             Il dubbio questa volta è più marcato poiché la figura poliedrica di Matteo non si lascia imbrigliare in cliquettes o in forma manierate proprie di questi generi letterari o generi che…
Non condivido il fatto/atto ormai pubblico che la Provincia di Belluno, inclinandosi a 70°... 80°..., dichiari di voler restituire ad Enel 2 mil. di euro. 
            CASCHE 1986 Non era ovviamente servito il solerte impegno dell’ultima settimana di studio per recuperare le tante, troppe giornate passate lontano dai libri e dagli impegni propriamente scolastici, i tanti mesi in cui avevo francamente dimenticato, come anche l’anno prima del resto, il sapore del sudore lasciato sul Rocci o sul Castiglioni-Mariotti. Sui fogli già ingialliti dopo poche ore di esposizione sulle vetrate del Tiziano, spiccavano, a fianco al mio nome che sembrava quasi scritto in grassetto per dare maggiore enfasi alla mia condotta scolastica, le 4 materie con le quali ero stato rimandato a settembre, oltre ovviamente al 7 in condotta. Materie assolutamente pesanti da recuperare, sulle quali, oltre agli esiti abbastanza oggettivi di compiti ed interrogazioni, era indubbiamente pesato sulla valutazione finale il mio carattere piuttosto impulsivo e compulsivo di allora, che mi portava spesso a primeggiare nell’ironia e nell’umorismo tout court,…
MAURO 2017 Mauro, Amico, Amico di sempre… Amico, che hai scalato sin dall’attacco infame quella parete viscida, di incerta progressione e disperata verticalità, dove gli appoggi instabili e gli appigli sfuggenti lasciavano al tatto solo il ricordo di sé. Amico con i muscoli tesi di nobile metallo e con il cuore d’oro e di luce chiara che, sino alla fine, hai provato ad attraversare i diedri bui e lo strapiombo altissimo. Amico con le mani gonfie dagli aghi scolpiti dal freddo e graffiate dai grani della roccia spezzata. Amico, che ora hai scelto di essere libero dai cavi, non più corde fraterne, quasi ombelico della vita, ma catene nere e forti. Amico, ora danza con le stelle limpide e la neve bianca, danza con i riflessi delle nubi trasparenti e le note portate dai venti ora dolci. Amico che hai saputo rubare, con coraggio, la luce al buio ed il…

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Giovedì, 08 Dicembre 2022